GhostTeam: il malware nascosto nelle applicazioni del Google e del Play Store che sottrae profili e informazioni di Facebook e dello Smartphone.


Attenzione: al momento GhostTeam ha sostituito già ben 56 applicazioni dal ‘Google Store’ sottraendo quelle sane con altre identiche malevoli: una piaga per chi dovesse scaricarne una tra le tante. Prestate attenzione alle notifiche particolarmente verso una che riporta in descrizione: ‘Protected’. La Google ha già inviato una protezione denominata ‘ Google Play Protect’ che basandosi sull’auto-apprendimento esegue un’analisi verso qualsiasi applicazione installata sul dispositivo rimuovendo quelle che identifica essere infette. Qualora non vi fosse arrivata o magari avete eliminato la notifica, a fine pubblicazione trovate la procedura per poterla avviare nuovamente.


Gli episodi che si sono ripetuti non sono assolutamente da sottovalutare essendo stati molti e tutti con il solito obiettivo: sottrarre dati e accesso dei profili su Facebook. Questa volta l’oggetto della minaccia naviga attraverso le applicazioni del ‘Chrome Web Store’, quelle maggiormente piacevoli o realizzate per migliorare le prestazioni del browser che finiscono col veicolare un nuovo tipo di malware.
Le proiezioni di questa nuova infezione sono state portate alla luce come il loro obiettivo.

GhostTeam, questo è il nome del malware che approfittandosi del fatto che la Google concede pieno accesso sul proprio Store affinché i propri utenti possono aggiungere un qualsiasi componente aggiuntivo, passando inosservato organizza la propria attività eseguendo uno ‘scambio di merce’ ovvero sostituendo un’applicazione sana con una infetta mantenendone la stessa identità, così che nel tentativo di favorire le prestazioni di Chrome, l’utente finisce in un vero e proprio calvario. Un’ottima occasione, infatti è ben risaputo che sottrarre migliaia di account determina un ottimo guadagno attraverso affari da realizzare negli scantinati del web.

Le due società di sicurezza informatica che si sono occupate dell’avvento:  Trend Micro e Avast, hanno dichiarato che GhostTeam ha infettato già ben 56 applicazioni appartenenti a diverse categorie così da creare una mappatura di applicazioni infette molto ampia. Il riferimento volge verso diverse categorie dove risiedono: applicazioni di utilità come la torcia, lo scanner dei codici QR, la bussola e quant’altro; categorie preposte ad apportare vantaggi alla connessione di rete; altre che favoriscono il trasferimento di file, quelle addette alla pulizia del sistema, all’intrattenimento …… talmente capillarizzate da renderne difficile l’identificazione disponendo particolarmente di una proprietà con la quale riescono a camuffarsi perfettamente.

Sui dispositivi Android queste applicazioni risultano essere presenti prive di codice malevolo, così da riuscire ad accedere tranquillamente nel ‘Play Store’ ufficiale della Google.

Cosa avviene una volta installata una di queste app

Prima di tutto il malware esegue un’accurata diagnosi per verificare l’identità dell’ambiente in cui si trova: appurandosi innanzi tutto di non trovarsi in un emulatore o in un ambiente virtuale. Una volta che è riuscito ad accertarsi delle proprietà dell’ambiente, apre le porte al ‘Payload’ attraverso l’autorizzazione che riesce ad ottenere dalla vittima inconsapevole, così da garantirsi l’accesso con diritti di amministratore.

A questo punto esegue un particolare downloader attraverso il quale ottiene tutte le informazioni del dispositivo sul quale si è introdotto: ID univoco, lingua, posizione e parametri di visualizzazione. Questo è quanto affermano gli esperti di sicurezza della Avast.
La posizione del dispositivo non viene rilevata attraverso il GPS ma tracciando l’indirizzo IP quando l’utente prende contatto con i servizi che offrono informazioni sulla geolocalizzazione degli IP in modalità online come ad esempio attraverso: Trasir, mio IP, GeoIPs addirittura attraverso applicazioni di messaggistica come Whatsapp e Messenger Facebook.

Quando un utente apre un’applicazione infetta, per acquisire le informazioni dei profili Facebook il malware invece di ricercare possibili vulnerabilità del sistema o dell’applicazione stessa, richiama un ulteriore malware denominato: ‘WebView’ con il quale, attraverso la tecnica di pishing, crea una finta pagina di accesso su Facebook inducendo gli utenti a loggarsi per effettuare un immediato controllo del proprio account. In tal modo invece di accedere finiscono in una pagina inesistente mentre i dati viaggiano chissà verso quale direzione. Un finale che permette ai truffatori di terminare in parte l’azione intrapresa.

GhostTeam crea e lancia annunci e pop-up in maniera aggressiva al fine di impedire al dispositivo infetto di andare in stallo. Agendo in background fa in odo che il tutto avvenga rimanendo all'oscuro mentre la comparsa continua di annunci mantiene attivo il sistema aumentandone il tempo di operabilità. Tutto questo secondo Avast con molta probabilità è dovuto agli sviluppatori che tendono a utilizzare Browser Web incorporati nelle applicazioni che realizzano, invece di adoperare una normale pagina del Browser sul PC.

I ricercatori appartenenti alla società Trend Micro mettono in guardia gli utenti poiché le credenziali che vengono sottratte da Facebook, possono essere utilizzate a loro volta per veicolare e consegnare malware maggiormente aggressivi se non addirittura per creare una serie di ‘account compromessi’  in gergo definiti: 'Account Zombie' attraverso i quali eseguire le più disparate azioni illecite, come la pubblicazione di ‘Fake news’ se non addirittura realizzare malware per operare verso la criptovaluta

Non da meno l’idea di utilizzare le credenziali stesse per esporle a operazioni finanziarie o per attività di identificazione personale, da rivendere nei lati meno graziati del web. Insomma i nostri dati hanno un valore pertanto rimane opportuno proteggerli in qualsiasi modo. Comunque sia da quello che hanno dedotto entrambi le società di sicurezza, riguarda il fatto che GhostTeam sia stato sviluppato e introdotto nel Play Store da uno sviluppatore vietnamita, fatto a cui sono risaliti attraverso l’identificazione di una parte del linguaggio del codice riportato appunto in questa lingua. Dettano inoltre che maggior parte delle vittime risiedono in zone tipo: India, Brasile, Vietnam e Filippine .

I rimedi che sono stati adottati non si sa bene se coprano le intere applicazioni e comunque i componenti aggiuntivi a livello totalitario, oltre tutto pur se così fosse non si sa per quanto la situazione volgerà nel sereno. Sono state rimosse tutte le applicazioni questo è un dato di fatto mentre chi ha acquisito il malware deve appurarsi di aver attivato: Google Play Protect, una protezione che si avvale dell’auto-apprendimento e di una analisi verso l’utilizzo delle applicazioni per identificare e rimuovere automaticamente tutte quelle malevoli presenti nei dispositivi smartphone Android

Malgrado questa tipologia di applicazioni sia stata momentaneamente isolata e rimossa, il particolare che desta maggior preoccupazione rimane quello di essere passate dal Play Store ufficiale e il fatto non permette una buona previsione. Qualora fosse così, gli esperti in sicurezza consigliano di essere sempre vigili quando procediamo per scaricarne una e verificare con molta attenzione: revisioni e autorizzazioni della stessa prima di selezionare sul pulsante: installa.

Ulteriore prezioso consiglio riguarda l’installazione di un’applicazione antivirus che sia in grado di intercettare e bloccare la minaccia introdotta prima che infetti l’intero dispositivo.

Rimane importantissimo eseguire puntualmente gli aggiornamenti di sistema e delle applicazioni installate, mentre per quelle che sono state installate non attraverso il Play Store ma utilizzando percorsi manuali o appartenenti a fonti esterne potrete installare e utilizzare l’apposito: UpkUpdater

Eseguite il prima possibile l’accesso sulla pagina di supporto Google per avviare ‘Google Play Protected’  

Pagina Supporto Google

Prestate attenzione quando installate un'applicazione e eseguite le procedure dettate per garantire una perfetta integrità al vostro Smartphone Android: i rischi sono alti dal momento che non sono stati sviluppati da studenti al primo anno di informatica ma da veri e propri Hacker che come avete potuto leggere riescono a maggiorare l'effetto della minaccia inserendo un malware all'interno di un altro.

Siete profondamente invitati a non copiare argomenti 
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